Addio Giovanna, col pugno chiuso!

di Milena Fiore

“La lotta che ha caratterizzato la Resistenza da una parte si è attuata in un lavoro di propaganda (con diffusione di volantini) e di agitazione (creazione gruppi di discussione clandestini ecc.), dall’altra in un’azione diretta, concreta di lotta anche armata. In particolare, per quanto riguarda le donne che hanno partecipato numerosissime alla Resistenza, in ALTA ITALIA si formarono Gruppi di Difesa delle Donne che non avevano qualità di partito, in quanto potevano partecipare tutti, a qualunque partito appartenessero e anche non essere di partito.
A Roma, invece, il P.C.I. – nella persona di Giulio Turchi – organizzò i Comitati di Iniziativa Femminile, che riunivano donne già attive nel partito comunista., che avevano già fatto la lotta antifascista. Nei vari quartieri, poi, si formarono dei Sottocomitati di donne comuniste, che coinvolsero donne anche non attiviste di partito che agivano localmente.” Giovanna Marturano (intervista del 4 maggio 2011)

Il 22 agosto la triste notizia della scomparsa della compagna Giovanna Marturano ha oscurato il sole d’estate…
Giovanna è stata per tutta la vita una militante comunista, un’antifascista che ha pagato col carcere il suo impegno; nel 1941 sposò al confino l’economista Pietro Grifone. Negli anni del dopoguerra fu sempre in prima linea nelle lotte popolari e democratiche. Fino alla fine dei suoi giorni ha difeso la memoria della Resistenza e del movimento operaio e femminile con instancabile opera di divulgazione rivolta soprattutto alle giovani generazione.
“Non voglio morire sotto Berlusconi”, questo il messaggio che Giovanna indirizzò ai manifestanti del corteo del 25 Aprile a Roma nel 2011.
Il nostro impegno è quello realizzare la sua volontà, di dare fine una volta per tutte a tutto ciò che significa Berlusconi e berlusconismo e portare avanti la sua battaglia per la realizzazione dei valori della Costituzione antifascista e per la costruzione di una società di liberi e uguali.

ps: il video che quì pubblichiamo è uno spezzone del documentario, “Bimba col pugno chiuso”. realizzato sulla figura di Giovanna Marturano da Claudio Di Mambro, Luca Mandrile e Umberto Migliaccio. Un prezioso documento che ci ridà la figura di Giovanna in tutta la sua umanità e tenerezza e consente di farne conoscere l’esperienza e il percorso di vita.

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