La Widf/Fidm contro l’aggressione Usa alla Siria

di Marcia Campos, Presidente della Federazione Democratica Internazionale delle Donne (Widf/Fdim)

San Paolo del Brasile, 2 settembre 2013

traduzione a cura della compagna Ada Donno

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Credo che tutte e tutti ci siamo svegliati oggi più indignati di quanto ci fossimo addormentati ieri. L’insensatezza degli americani, la loro sistematica arroganza, gli fanno credere di essere al di sopra del bene e del male. La mobilitazione di tutte e tutti nel mondo che rifiutano, denunciano ed esigono che questa guerra non abbia luogo, è la nostra determinazione.

Inviamo lettere a tutti i parlamentari del congresso americano, alla Casa Bianca, ai presidenti dei nostri paesi perché non si prestino a questa attitudine sanguinaria, mobilitiamoci nelle piazze, nelle strade , nelle scuole, nei quartieri, infine in tutti i luoghi possibili del nostro pianeta. L’unità di tutte e tutti è la nostra forza! La nostra determinazione nella lotta per la pace è la nostra vittoria! La resistenza del popolo siriano a queste aggressioni è la forza che sostiene la nostra lotta.

La Federazione democratica internazionale delle donne (WIDF_FDIM) esprime la sua protesta e il rifiuto della decisione dell’imperialismo Usa di invadere la Siria.

Ancora una volta gli Stati Uniti, di fronte alle proteste della comunità internazionale e col sostegno dei media ingannatori che li rappresentano in vari paesi, si preparano a lanciare missili contro il popolo e la nazione siriana. Non gli interessa l’opinione pubblica del loro stesso paese e ancor meno le voci di protesta che si levano da ogni angolo del Pianeta.

La Widf/Fdim si mobilita in ogni parte del mondo per impedire questa aggressione e scende nelle strade, con una mobilitazione ogni giorno crescente, in difesa della popolazione e delle donne siriane.

La Widf/Fdim ha condannato l’orrendo massacro premeditato avvenuto in un sobborgo di Damasco tra il 20 e il 21 agosto. Ora si unisce alle organizzazioni di massa che in tutto il mondo denunciano la campagna mediatica orchestrata dall’Arabia Saudita per incriminare il governo siriano, con l’evidente intenzione di indurre l’opinione pubblica ad appoggiare un intervento esterno degli Stati Uniti e dei loro alleati del Golfo Persico  contro un paese che si è dimostrato resistente alle ingerenze dei Signori della Guerra.

Ancora una volta tentano ripetere senza scrupoli la storia recente dell’Iraq, che spinse i popoli di ogni parte del mondo ad opporsi con un’unica voce alle aggressioni imperialiste degli Usa contro le nazioni che non si sottomettono alla loro politica.

Il Vaticano, temendo una nuova aggressione come quella dell’Iraq, ha invitato alla cautela dicendo che non ci si può basare su accuse non provate.

Anche fonti internazionali affermano che il rifiuto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di condannare il governo siriano è basato su prove documentali e foto presentate dalla Russia che mostrano l’implicazione diretta di una fazione estremista islamica camuffata sotto la causa dell’islamismo e sotto il nome dei “Rivoluzionari della morte”.

L’opposizione all’invasione della Siria cresce in tutto il mondo. La Russia e la Cina nell’Onu hanno posto il veto al bombardamento della Siria. Anche il parlamento britannico si è espresso contro. Chiamiamo le donne di tutto il mondo a mobilitarsi e chiedere ai giornalisti e analisti politici dei loro paesi che apprezzano l’etica e la verità di non sottomettersi alle agenzie di notizie che si comportano come veicoli servili, come Al Jazeera del Qatar e Al Arabiya dell’Arabia Saudita ed i loro ripetitori globali.

La crisi in Siria va risolta tra siriani e senza le ingerenze esterne degli Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Israele ed i loro alleati sudditi che di gran lunga hanno dimenticato i valori delle loro democrazie e del mondo libero risuscitando i loro storici colonialismi e imperialismi ottomano e occidentale.

 

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