Chi fa da se fa per tre

di Pietrina Chessa

Chi fa da se fa per tre, il famoso proverbio calza a pennello per la vicenda della legge elettorale della Regione Sardegna che, nonostante due tentativi e due passaggi in aula, è stata rimaneggiata in altri contenuti ma non in quell’articolo che avrebbe  permesso la doppia preferenza di genere, unico strumento attualmente utile a garantire una equa rappresentanza di donne in Consiglio Regionale. I componenti dell’assise regionale si nascondono dietro il voto segreto e bocciano l’articolo in questione.  Una rete di associazioni di donne  prepara il ricorso al Tar, rivolgendosi cosi alla giustizia amministrativa (ordinaria), quando  conveniente sarebbe stato anche per la classe politica coinvolta, un messaggio di democrazia e apertura che avrebbe permesso un recupero della fiducia e un avvicinamento da parte   delle elettrici e degli elettori.

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Durante l’assemblea che si è tenuta a Sassari, lunedì 16 settembre, promossa dalle associazioni “noiDonne2005” e “Alma Cappiello”, Simonetta Sotgiu, Presidente di Alma Cappiello ha spiegato che “Siamo di fronte alla violazione degli artt. 51 e 117 della Costituzione, recentemente modificati proprio per consentire l’attuazione del principio fondamentale della effettiva parità di genere nella rappresentanza politica, sia regionale che nazionale, e dare operatività al principio formale di eguaglianza già sancito dall’art. 3 della Costituzione, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.4 del 2010 e dalla legge n.215 del 2012.”

Le promotrici hanno affermato che: “Vista la volontà di auto-conservazione della classe politica, che è rimasta sorda alle proteste che si sono levate in questi mesi, la questione di costituzionalità, già posta nell’istanza inviata alla Presidenza del Consiglio a luglio, va inevitabilmente riproposta nell’ambito di un ricorso al Tar Sardegna, all’atto della indizione dei comizi elettorali, quando in qualità di elettrici saremo legittimate a farlo”.

 “Siamo consapevoli della fondata probabilità di annullamento delle prossime elezioni, qualora il ricorso fosse accolto. Ma l’obiettivo che intendiamo perseguire è l’applicazione della legge in quello che si definisce uno Stato di diritto.”

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