Sulla 194 è allarme

della compagna Lucia Mango*

obiettori senza coscienza

Negli ultimi anni sempre più spesso abbiamo sentito raccontare delle difficoltà che incontrano le donne che devono interrompere la gravidanza nel nostro paese, a causa di medici “obiettori di coscienza” che esercitano liberamente nelle strutture pubbliche italiane, stimati intorno all’80%, pur contravvenendo ad una legge dello stato, la 194/1978.

Oggi, dopo che in Spagna si è definitivamente leso il diritto all’autodeterminazione della donna nel decidere se la gravidanza possa procedere o meno, anche in Italia è in atto una battaglia culturale che parte dal crescente riconoscimento più o meno esplicito dello stato giuridico dell’embrione dal conseguente moltiplicarsi di cimiteri dei feti, per arrivare alla sempre più pressante richiesta politica di escludere l’interruzione volontaria della gravidanza dai livelli essenziali di assistenza. InBasilicata ad esempio nel presentare una legge regionale sul bonus nascite, nel cappello si fa esplicito riferimento all’aborto consentito nei limiti della legge 194 quale causa del calo demografico, quale ‘causa di morte nella UE più degli incidenti stradali’ e quale ‘causa di trauma per cattolici e laici’. 

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*Segreteria nazionale, responsabile Welfare e politiche sociali del Pdci

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