TTIP, un mostro ci minaccia

Rilanciamo dal sito del PCdI l’articolo della compagna Maria Carla Baroni sui  gravi effetti del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership

STOP TTIP

Un mostro incombe minacciosamente sui cittadini e sulle cittadine dell’Europa: il trattato transatlantico sul commercio e sugli investimenti – T.T.I.P. – tra U.S.A. e U.E., in corso di elaborazione dal 2013, che avrebbe dovuto rimanere segreto ( il che la dice lunga sulla sua natura) e invece è stato rivelato da Wikileaks.

Si tratta di un accordo di libero scambio che abolirebbe quelle che vengono chiamate – in modo ingannevole – “barriere non doganali” e cioè la normativa della U.E. a tutela del cibo, della salute, dell’ambiente e dei diritti del lavoro, a tutto vantaggio delle multinazionali statunitensi, che invaderebbero l’Europa con i loro prodotti pericolosi (carni bovine agli ormoni, organismi geneticamente modificati e via elencando) e a basso prezzo, con ciò causando da noi anche la perdita di molte decine di migliaia di posti di lavoro.

E’ la stessa logica di dominio capitalistico da rafforzare sempre più che aveva presieduto all’istituzione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio – W.T.O., voluta nel 1995 dalle solite multinazionali non solo per liberalizzare in ambito mondiale il commercio delle merci, ma anche per poter estendere la possibilità di  lucrare profitti anche sui beni comuni dell’umanità , quali acqua ed energia, e sui grandi sistemi pubblici fondamentali, come sanità e istruzione. Ai negoziati in corso nell’ambito del W.T.O. si erano opposti nel 2003, alla Conferenza di Cancun,  i Paesi B.R.I.C.S. – Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – rendendo di fatto inefficace questo organismo, per cui le multinazionali U.S.A hanno contrattaccato riprendendo  lo strumento dei trattati di libero scambio bilaterali (anche quando trilaterali nella forma), quale ad es. fu il N.A.F.T.A, entrato in vigore il 1° gennaio 1994, che servì a trasferire negli Stati Uniti la ricchezza che avrebbe potuto sviluppare le zone più povere del Messico.

Il T.T.I.P. servirebbe a mantenere il dominio degli U.S.A. sull’Europa, creando un unico mercato di oltre 800 milioni di persone, di fronte all’affermarsi di uno scenario mondiale multipolare con il  rafforzamento dei B.R.I.C.S. e con il ruolo ormai predominante della Cina, prima o seconda ( in base ai parametri usati) potenza economica mondiale.

Uno degli aspetti più mostruosi, se possibile, del T.T.I.P. è che prevederebbe l’istituzione di corti  internazionali private avanti alle quali le multinazionali chiamerebbero gli Stati che si permettessero di emanare leggi di tutela contrarie alle clausole del trattato e quindi agli interessi delle multinazionali; con ciò non solo capovolgendo la logica secondo cui  il rispetto del diritto nel mondo è demandato a tribunali internazionali pubblici, ma anche annientando la sovranità nazionale dei singoli Paesi e la democrazia rappresentativa, in quanto non solo la cittadinanza attiva dei singoli Paesi non avrebbe più alcuna voce in capitolo, ma anche gli Stati e i Parlamenti non potrebbero più legiferare contro gli interessi delle multinazionali statunitensi su questioni vitali come l’alimentazione, la salute, l’ambiente e i diritti del lavoro.

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